DOCUMENTO FORUM SANITA' - La Sanità Lombarda: proposta di Riforma della legge 23 (contributo dell’Assemblea provinciale aperta del PD Provincia di Pavia) 2021SANITA' LOMBARDA E COVID-19: REGIONE FACCIA CHIAREZZA, LE NOSTRE PROPOSTE PER CAMBIARE

(DOCUMENTO APPROVATO DALLA DIREZIONE PROVINCIALE PD PAVIA - 5 Maggio 2020)

Il 26 aprile il Presidente Conte ha annunciato l'avvio della fase 2, iniziata il 4 maggio. Nonostante il miglioramento dei dati, ancora troppo alto è il numero di contagi in Lombardia e davvero tanta la sofferenza delle famiglie e delle persone. Regione Lombardia deve fare chiarezza sulla gestione della fase 1: sulla forte carenza di presidio e coordinamento territoriale, che ha impattato fortemente anche sugli enti locali; sulla strage nelle RSA; sulle procedure e sui tempi dei test sierologici e dei tamponi. Il gruppo dei consiglieri regionali PD ha chiesto ed ottenuto una Commissione d'inchiesta, per fare luce su ciò che è avvenuto. Come sappiamo, la nostra Regione è al centro della pandemia CoVID-19. Nel documento del PD Lombardia del 21 febbraio scorso si leggeva: "troppo basso il numero massimo di tamponi che Regione Lombardia è in grado di processare e quotidianamente assistiamo a un triste bollettino che riporta un numero costantemente crescente di decessi tra gli ospiti delle case di riposo oltre che di cittadini lasciati soli nelle proprie abitazioni. Un numero impressionante di contagiati si riscontra tra gli operatori sanitari negli ospedali, nelle residenze per anziani e tra i medici di famiglia, tutte persone che hanno contratto il virus in percentuali altissime e che si sono ammalate proprio nell’adempiere al loro lavoro, a volte con conseguenze estreme, troppo spesso in assenza di adeguati dispositivi di protezione. Siamo dentro una nuova fase dell'epidemia. L’intervento nel solo ambito ospedaliero, importante, ma riparativo, è oramai insufficiente e va integrato rapidamente con il monitoraggio e la prevenzione sul territorio. La Lombardia si è trovata gravemente impreparata proprio su questo versante, e non c'è più tempo da perdere: lo dimostrano le nuove restrizioni ai comportamenti individuali che si succedono giorno dopo giorno, e pongono interrogativi sul quando e come ci si dovrà attrezzare per un graduale ritorno alle attività lavorative, di studio, e sanitarie oggi interrotte dall'emergenza. E’ urgente che il Presidente Fontana risponda alle domande poste da molti, dai Sindaci e dal Gruppo PD in Regione, che il PD Lombardia fa proprie. La Regione deve approntare un Piano per gestire l’immediato e la transizione al graduale rientro alle attività, intervenendo innanzitutto con risposte concrete nei territori più colpiti, anche attraverso il coinvolgimento delle assemblee dei sindaci". Richiamiamo tutte le priorità indicate nel documento regionale: distribuzione dei dispositivi di protezione innanzitutto ai lavoratori della sanità; monitoraggio e prevenzione secondo criteri di valutazione uguali su tutto il territorio nazionale; monitoraggio a domicilio delle persone più a rischio; modifica della Delibera regionale 8 marzo 2020 che identifica nelle RSA le strutture da dedicare all'assistenza a bassa intensità dei pazienti CoViD-19 positivi; individuazione di luoghi dedicati alla convalescenza; opportunità alberghiere per il personale sanitario e sociosanitario; creazione negli ospedali di aree riservate ai pazienti CoViD-19 positivi, anche nelle singole aree specialistiche. E' necessario un nuovo Piano della Salute in Regione Lombardia e, per questo, occorre lavorare tutti insieme, anche nella nostra Provincia, ad esempio con l'operatività del Tavolo di Coordinamento Provinciale già approvato. In merito richiamiamo l’o.d.g. del 16 Maggio 2016, approvato all’unanimità dai Consigli provinciale e comunale di Pavia, unitamente al Presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, che prevede la promozione e la convocazione di un Tavolo Istituzionale Territoriale sulla Sanità teso a favorire l'integrazione collaborativa tra IRRCCSS della città di Pavia, Cnao, ASST, Università, attraverso il coordinamento dell'ATS per la creazione di un'offerta sanitaria e di ricerca territoriale di elevata qualità, consolidando un primario ruolo di riferimento nazionale ed internazionale. Con i nostri amministratori siamo disponibili a collaborare per questo necessario processo, naturalmente con modalità di convocazione compatibili rispetto all'attuale fase di distanziamento sociale. E' necessario investire sulla telemedicina, valorizzare le reti per le cure palliative, valorizzare i medici di medicina generale, potenziare in modo intelligente i presidi territoriali.

La sanità pavese, un bene comune da tutelare e su cui investire

Di fronte alla tragedia che ha investito la nostra Provincia, ancora più evidente è che la sanità pavese - duramente colpita dalla Destra in questi anni - è un bene comune da tutelare e su cui investire. Ci ricordiamo del tentativo di privare il Policlinico San Matteo del ruolo di IRCCS, dei tagli e del disinvestimento nella ricerca scientifica, contro cui abbiamo sempre combattuto nelle istituzioni e nella società. La pandemia ha provato gravemente il Sistema Sanitario Pavese (SSP), come quello lombardo, mettendo in evidenza lo smantellamento della sanità territoriale e la eccessiva ospedalizzazione, tutte scelte politiche da chi ha governato Regione negli ultimi 30 anni. Il SSP ha retto soprattutto grazie all'eroismo, alla responsabilità e professionalità del nostro corpo sanitario. In questi ultimi anni non c'è stato un adeguato progetto di rilancio. Si sarebbe dovuto lavorare alla Cittadella della salute, della ricerca scientifica e Life Science. Obiettivo possibile se si fosse favorita la sinergia tra i tre IRCCS, lo CNAO e l'Università. Si sarebbe dovuto creare un Hub delle Scienze della Vita di rilevanza internazionale che avrebbe dovuto operare nei settori della Assistenza Sanitaria e nella Ricerca Scientifica, Farmaceutica, Biomedicale e delle Biotecnologie.

Lavorare insieme per la valorizzazione del nostro SSP

E' quindi necessaria una programmazione a medio e lungo termine dell'offerta sanitaria, di ricerca e di didattica pavese, in cui la nostra importante Università naturalmente abbia un ruolo centrale, per ristabilire un ruolo di leadership nazionale e internazionale del nostro SSP, valorizzando le professionalità presenti. Per gli ospedali della nostra provincia e degli IRCCSS dovrebbe quindi essere individuato uno specifico ruolo attraverso un modello HUB and SPOKE, che metta in atto un'organizzazione ad intensità di cura tra i diversi presidi, dove il Policlinico San Matteo di Pavia sia HUB provinciale e punto di riferimento per la ricerca scientifica, ospedaliera ed universitaria. Appare evidente che rimane centrale la realizzazione di un Polo didattico universitario, di un coordinamento tra gli IRRCCSS della città di Pavia per la realizzazione del campus biomedico. Occorre poi una grande collaborazione e rete tra le realtà più strutturate e i piccoli ospedali.

Partito Democratico della Provincia di Pavia