PARTITO DEMOCRATICO PROVINCIA DI PAVIA - FORUM SCUOLA

SCUOLA AL CENTRO PER UNA VERA RIPARTENZA

 

La crisi generata dalla pandemia ha colpito duramente il sistema di istruzione e, quindi, i più giovani e le famiglie. Durante questa tragica fase, il Forum Scuola della Federazione provinciale PD Pavia si è confrontato con i sindacati, i lavoratori, gli studenti e i genitori. Occuparsi di Scuola e sostenerla dev’essere sempre prioritario nell’azione politica, perché significa alimentare la Democrazia e sviluppare crescita civica, sociale ed economica, anche sul nostro territorio.

A partire dall’anno scolastico 2019/2020, enorme è stato lo sforzo del personale scolastico, degli studenti e delle famiglie di fronte a una necessaria riconversione della didattica. Nel contempo sono aumentate le disuguaglianze sociali tra gli studenti e le sperequazioni territoriali, per la disomogeneità di infrastrutture digitali nel Paese - anche nella nostra provincia - e per la dispari dotazione dei mezzi informatici e di spazi per potere seguire le lezioni a distanza. I nuovi bisogni della Scuola, emersi anche a seguito dell’accelerazione digitale, si innestano su problemi strutturali che da anni investono il sistema dell’istruzione, in termini di finanziamenti, edilizia e personale e che dovrebbero trovare una soluzione strutturale nell’attuazione del PNRR.

 Il futuro del Paese è nelle “mani” dell’Istruzione e gli studenti e le loro famiglie hanno bisogno di sapere se le istituzioni e la politica sono al loro fianco. La Scuola va sostenuta sempre più in questo doloroso passaggio della Storia, continuando con gli investimenti economici già avviati e valorizzando l’autonomia come fattore di crescita collettiva e non di competizione individualistica.

La drammatica, e purtroppo ancora attuale, situazione sanitaria ha reso necessario il ricorso alla Didattica a Distanza. Dal 2007, anno di avvio della cosiddetta digitalizzazione della Scuola, persistono difficoltà nella connettività e nella formazione dei docenti per garantire nuove forme di didattica che sappiano davvero utilizzare al meglio le opportunità che potrebbero provenire da una vera innovazione digitale. Oltre alle disomogeneità tra territorio e territorio, si evidenziano quelle tra scuola e scuola, sia in termini di scelte e di dotazioni tecnologiche sia in termini di competenze digitali e di educazione all’uso dei media per l’insegnamento e per il percorso di apprendimento. Da diversi studi emerge come durante i mesi di chiusura delle scuole più di uno studente su dieci sia rimasto escluso dalle lezioni e dalle attività di didattica a distanza. Fuori dalle aule le differenze tra le famiglie, livelli di istruzione, economici e di connessione, hanno pesato in maniera importante sull’apprendimento. Si sono amplificate le diseguaglianze sociali preesistenti.

Hanno inciso ulteriormente la mancanza di infrastrutture digitali e quindi di una connessione robusta e stabile da permettere l’accesso alle classi virtuali e alle videolezioni. Chiaro è che un simile gap, derivante anche dai tagli cui è stata sottoposta la scuola durante i governi di destra, non si recupera in pochi mesi. Ricordiamo qualche numero dei tagli praticati negli anni 2008-2012: 10 miliardi di tagli al bilancio della scuola e dell’Università, di cui 8 miliardi e 500 milioni di tagli alla scuola (il 10,4% del budget complessivo) e 1,3 miliardi di euro all’Università (circa 7,4%).

Le risorse messe a disposizione dal Governo per la Scuola durante l’emergenza - innanzitutto con il Decreto Cura Italia del 17/03/2020 - ammontano a 43.5 milioni di euro per pulizia straordinaria dei locali e dispositivi di protezione ed igiene personali, 85 milioni per piattaforme e strumenti digitali per l’apprendimento, per l’acquisto di dispositivi digitali e connettività di rete ed, infine, per la formazione dei docenti. Ulteriori risorse sono state stanziate per implementare gli organici degli assistenti tecnici informatici nelle scuole secondarie di primo grado che non contemplano nel loro organico tale figura professionale e altri 2 milioni di euro per contrastare le diseguaglianze socio-culturali e territoriali. Con il Decreto Rilancio del 19 maggio 2020, invece, sono stati incrementati i posti destinati alla procedura concorsuale straordinaria. In provincia di Pavia sono stati stanziate risorse per oltre 600.000 euro, risorse per regolarizzare 7 assistenti tecnici che presteranno la loro attività presso le scuole secondarie di primo grado nonché ulteriori risorse per la sanificazione e per l’acquisto di dispositivi di prevenzione e protezione. Vi sono ulteriori risorse, inoltre, per le procedure di stabilizzazione del personale per l’avvio del nuovo anno scolastico.

Occorre investire sempre di più.

Le risorse previste dal PNRR riguardano, come ben chiarito nella missione 4, il piano asili nido, il potenziamento dei servizi educativi (3 – 6 anni) e l’estensione del tempo pieno e del servizio delle mense, anche per favorire l’occupazione femminile. Il piano investe inoltre nelle competenze di ambito scientifico (STEM) per le studentesse delle scuole superiori migliorando le prospettive lavorative nel tentativo di allineare il nostro Paese alle medie europee. Interventi importanti sono previsti per l’edilizia scolastica con la possibilità di realizzare nuove aule, laboratori, palestre e nuovi spazi all’aperto rinnovando le scuole e permettendo di migliorare l’offerta formativa. Le risorse possono essere utilizzate anche per il contrasto e prevenzione della dispersione e dell’abbandono scolastico. Non guardiamo in modo fideistico al PNRR, ma consideriamo la sua efficace declinazione un’opportunità che non può essere sprecata.

Permangono, inoltre, problematiche che devono assolutamente trovare soluzione al fine di far funzionare il sistema scuola in maniera efficiente, efficace e trasparente, ossia quelle relative al precariato, al sistema di reclutamento, al rinnovo contrattuale, alla formazione del personale e alla eccessiva burocratizzazione.

Il decreto di avvio delle attività scolastiche rende obbligatorio il green pass per il personale scolastico, decisione che condividiamo. Occorre continuare a lavorare anche per: ridurre il numero di alunni per classe e potenziare l’organico, fornire le aule di meccanismi di aerazione e sistemi di purificazione dell’aria, intensificare il tracciamento e concludere il piano vaccinale per il personale.

Occorre incrementare l’organico:

  • del personale docente, non solo per la copertura di tutte le cattedre vacanti in qualunque grado di scuola, ma anche per avere a disposizione un organico di potenziamento, più che mai importante in questo periodo di criticità per lo sdoppiamento dei gruppi classe o per la sostituzione di personale assente;
  • in particolare per il personale docente di sostegno per garantire il diritto allo studio a tutti i ragazzi e favorire la vera scuola inclusiva;
  • del personale Ata: pensiamo ai collaboratori scolastici impegnati in sanificazione, pulizia e sorveglianza degli alunni, in tutti i gradi di scuola;
  • dei tecnici informatici per le ragioni già descritte sopra e per garantire il supporto a tutte le istituzioni scolastiche, anche quelle come gli istituti comprensivi che non li prevedono in organico.

Serve ripensare il sistema di reclutamento in modo complessivo e con un sistema equilibrato e funzionale che accanto ai concorsi ordinari, aperti a tutti, garantisca una via che riconosca il valore dell’esperienza acquisita in anni di precariato. In sintesi, servono modalità concorsuali che garantiscano la valorizzazione della professionalità del personale assunto.

Riteniamo, infine, urgente ripensare i tempi e gli spazi delle città e potenziare il trasporto pubblico locale. Insieme alle istituzioni nazionali e locali, occorre perseguire una maggiore integrazione tra livelli territoriali nonché un dialogo interdisciplinare tra decisori pubblici.  Occorre aggiornare i Piani comunali dei Tempi e degli Orari e, ove non vi siano, adottarli, con un metodo partecipativo che coinvolga le forze civiche, sociali e produttive. Bisogna potenziare e innovare e integrare il trasporto pubblico locale con la mobilità ciclabile. Il trasporto intercomunale, in particolare, serve i ragazzi e le ragazze che dai Comuni raggiungono le maggiori città. Sappiamo che questi mezzi vengono condivisi con i lavoratori e come vitale sia la necessità di evitarne il sovraffollamento. Occorrono nuove partnership pubblico-private, coinvolgendo anche gli operatori taxi ed ncc, in modo da sostenere un settore che è stato in sofferenza. La Regione, nonostante le risorse messe in campo dal Governo, fa troppo poco in tal senso.

Evidenziamo la grande occasione rappresentata anche in tal senso dal PNRR, in termini di risorse per la mobilità e il miglioramento della connettività delle scuole e dei territori che consentiranno una vera didattica innovativa.

 

 

 

Partito Democratico della Provincia di Pavia